L’arte può curare?

Esperienza di un laboratorio artistico all’interno del reparto di Terapia Intensiva Neonatale (TIN), Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori – Associazione Intensivamente Insieme

“Senza il sogno che l’arte possa davvero incidere nella vita delle persone e sia veicolo di trasformazioni questo progetto non sarebbe possibile, l’attività artistica, la pratica creativa è artefice di un processo rigenerante. Chi coltiva una passione è in grado di azionare delle unità di trasformazione e di muoversi in piccoli passi sul sentiero del cambiamento desiderato” B. Bara 

I genitori dei bambini ricoverati presso il reparto TIN dell’Ospedale San Gerardo di Monza sono stati invitati a partecipare a un laboratorio di arteterapia per il quale non è richiesta alcuna abilità artistica specifica. 

L’arteterapia fonda il suo intervento sull’idea che ognuno di noi possieda il potenziale espressivo per liberare la propria individualità: tutti, quando sono al “lavoro”, si animano attraverso il criterio dell’interesse, del gioco, dell’impegno e della gratificazione. L’arte favorisce apertura e incontro, fa leva sui talenti piuttosto che sulle fragilità individuali, produce beni relazionali valorizzando l’unicità di ciascuno. L’arte favorisce la salute mentale  favorendo percorsi che permettono di incanalare emozioni, tensioni e bisogni vitali del singolo nell’incontro con l’altro e con la propria sofferenza. L’espressione artistica costituisce uno strumento eccezionale di attivazione di risorse interiori. 

Il laboratorio, realizzato grazie all’Associazione Intensivamente Insieme e in collaborazione con la Dr.ssa Sara Perego, Psicologa e Psicoterapeuta del reparto, ha avuto l’obiettivo di farsi strumento di incontro per favorire la vicinanza emotiva di genitori che condividono l’esperienza di avere un neonato ricoverato nel reparto TIN.

All’interno del laboratorio tutti possono condividere: spazio, materiali, ma soprattutto idee, pensieri e intuizioni creative. Questa esperienza condivisa arricchisce ciascun genitore ed è molto efficace nel facilitare l’emergere di emozioni, vicinanza ed empatia; può inoltre promuovere un senso di maggiore sicurezza e agio anche in un momento in cui i genitori si sentono scarichi di risorse ed energie. 

Riscoprire la dimensione della bellezza è una necessità tremendamente umana: richiama la possibilità di vivere una vita degna di essere vissuta. Attraversare la sofferenza, scrutando anche una possibilità di trasformazione, è fondamentale in un momento di grande paura e allarme, per intravedere e far crescere orizzonti di speranza.

Inserire un fattore espressivo ed artistico all’interno di un contesto altamente provante e medicalizzato ribadisce la centralità del “fattore umano” perché l’arte fa emergere il desiderio, il piacere, la relazione, l’aspetto qualitativo più che quantitativo. Un modo di portare un progetto e una speranza, infondendo una passione per aprire uno spazio ad altre possibilità creative. 

Dott.ssa Francesca Nettuno
Psicologa clinica, Arteterapeuta,
Psicoterapeuta in formazione
nettuno.francesca@gmail.com