La psicologia positiva: che cos’è e perchè può esserci utile

Che cosa succederebbe se spostassimo lo sguardo su ciò che funziona, invece che orientare le nostre energie solo su ciò che non va? 

Molto probabilmente saremmo più in grado di raggiungere i risultati desiderati. 

Sorprendente, vero?

È proprio ciò che confermano gli studi effettuati nel campo della psicologia positiva: non è lavorando sui punti di debolezza che si raggiungono i massimi risultati ma concentrandosi sui punti di forza

Sembrerebbe che le persone di maggior successo non siano tanto quelle che “hanno il coraggio di puntare in alto” come spesso si pensa, piuttosto quelle che hanno una buona conoscenza delle loro capacità e dei loro talenti. Sapere in cosa sono già bravo, già competente, mi permetterebbe di costruire degli obiettivi raggiungibili e realistici. Al contrario, chi non conosce le proprie capacità tenderà a porsi obiettivi troppo alti oppure, all’esatto contrario, non tenterà nemmeno per paura di fallire (Boniwell, 2015). 

La psicologia positiva non si occupa solo dell’individuazione dei punti di forza ma di tutte quelle componenti che conducono l’uomo sulla strada del benessere. Questa corrente volutamente parla di benessere e non di “semplice” felicità, e ne distingue due tipologie: il benessere eudaimonico e quello edonico. 

Questi termini, all’apparenza complessi, racchiudono in sè un significato molto semplice ed al contempo prezioso: il benessere edonico riguarda tutti quei bisogni relativi alla sfera del piacere, quelli che possiamo soddisfare senza troppo sforzo nel momento in cui emergono. Un esempio può essere il piacere di uscire per un aperitivo con gli amici. 

Al contrario, il benessere eudaimonico riguarda uno scopo di vita, ovvero tutto ciò che noi agiamo perché sentiamo di valore; ciò che non riguarda solo i nostri bisogni ma che può portare giovamento anche agli altri. In una parola: ciò che per noi ha significato

Tutti cerchiamo la felicità; eppure, essa è uno stato temporaneo. Per sentirsi davvero bene l’essere umano ha bisogno di un fine, di un senso. Di ciò che rende la vita degna di essere vissuta. 

Attenzione: ciò non significa dover puntare ad obiettivi elevatissimi ma perseguire ciò che per noi ha un senso ed in questo non esistono strade sbagliate, più o meno meritevoli di altre. 

Le radici della psicologia positiva

Ma quali sono le origini di questa prospettiva? 

Questo orientamento psicologico nasce negli anni Novanta grazie a Martin Seligman con l’obiettivo di esplorare ciò per cui vale la pena vivere e comprendere come raggiungere il flourishing, ovvero il funzionamento ottimale. 

Anche Carol Ryff ha studiato a lungo il benessere e ne ha individuato sei principali dimensioni: 

  • Auto accettazione, ovvero la capacità di essere soddisfatti di sé e della propria vita; essa deriva dall’accettazione delle proprie caratteristiche positive ma anche di quelle che consideriamo negative;
  • Relazioni sociali positive, un altro elemento del benessere è la capacità di costruire e mantenere nel tempo delle relazioni interpersonali soddisfacenti. Richiede un atteggiamento di apertura verso l’altro, empatia ed autenticità nella relazione;
  • Autonomia, si riferisce alla capacità di prendere decisioni indipendenti, rispettando i propri standard personali nonostante le influenze esterne;
  • Controllo ambientale, il saper gestire l’ambiente circostante, apportando modifiche ad esso quando possibile ed adattandosi in caso contrario;
  • Scopo nella vita, si riferisce alla capacità di stabilire mete chiare, stabili e sostenibili verso cui dirigersi per dare direzione e significato alla propria esistenza;
  • Crescita personale, ultima ma non per importanza è la capacità di aprirsi a nuove esperienze, in quanto importanti occasioni per scoprire se stessi e le proprie risorse. 

Il benessere psicologico, dunque, è qualcosa che parte da dentro di noi, ha poco a che fare con ciò che c’è di esterno: ricchezza, lavoro, una bella storia d’amore. 

Che utilità ha tutto ciò che c’è allesterno, se poi dentro non ti senti pieno?

Il vero benessere passa da se stessi, dalle proprie capacità di consapevolezza, valorizzazione e utilizzo delle risorse interiori. 

Ed ecco che la psicologia positiva professa la necessità di un cambiamento di rotta: 

dal riparare al far prosperare 

dalle mancanze alle risorse 

I benefici della psicologia positiva

Ma quali sono i reali benefici che la psicologia positiva può portare? 

Questo orientamento non ha come focus primario quello di colmare le carenze o le fragilità, piuttosto quello di valorizzare ciò che l’individuo già possiede. Puntare sulle risorse permette poi di integrare le parti di fatica, accogliere ciò che non va ed imparare ad osservarlo da un’altra prospettiva. 

Come raggiungere questo obiettivo?

Tramite il potenziamento delle grandi risorse che ciascuno di noi ha già in sé: gratitudine, perdono, ottimismo, speranza. Tutte dimensioni che consentono di raggiungere alti livelli di benessere, non solo in coloro che hanno una vita già soddisfacente ma anche in chi si trova in una condizione di sofferenza, disagio o svalutazione di sé. 

Una recente metanalisi ha dimostrato come gli interventi basati sulla psicologia positiva fossero in grado di migliorare i livelli di benessere soggettivo e ridurre l’ansia in pazienti affetti da dolore cronico (Blasco-Belled et al., 2023). E’ stato dimostrato che questo genere di interventi può avere un effetto anche in soggetti affetti da depressione, in particolare il dottor Tayyab Rashid ha creato un percorso di psicoterapia positiva che si è rivelato efficace perfino in pazienti affetti da forme depressive gravi. I partecipanti allo studio, infatti, riportarono un alleviamento dei sintomi più consistente rispetto alla terapia standard ed ai farmaci (Seligman, 2012). 

Ed ecco evidente ciò che spesse volte rischiamo di dimenticare: l’obiettivo ultimo dei nostri sforzi non dovrebbe essere quello di eliminare tutto ciò che di negativo e doloroso troviamo in noi, ma piuttosto di riconoscere ciò che già di buono c’è e di costruire qualcosa di ancor più meraviglioso proprio a partire da esso. 

Lara Zucchini
Psicologa per il Benessere

https://larazucchini.com

Riferimenti bibliografici

Blasco-Belled, A., Tejada-Gallardo, C., & Alsinet, C. (2023). Positive psychology interventions can improve mental health for chronic pain patients: A systematic review and meta-analysis. Psychology & Health, https://doi.org/10.1080/08870446.2023.2250382

Boniwell, I. (2015). La Scienza della Felicità: Introduzione alla psicologia positiva. Il Mulino. 

Seligman, M. (2012). Fai fiorire La Tua Vita: Una Nuova, Rivoluzionaria Visione della Felicità e del Benessere. Anteprima.