Una premessa lunga più di un decennio
Nato nel 2011 con un evento inaugurale patrocinato da Regione Lombardia, Comune e Provincia di Milano e CONI Lombardia, il Progetto Psicologia dello Sport dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia (OPL) ha saputo, nel tempo, evolversi da iniziativa pionieristica a progetto strutturato e riconosciuto a livello regionale, nazionale ed europeo. Alla base, una missione chiara: diffondere una rappresentazione aggiornata, plurale e competente della figura dello psicologo dello sport, tanto all’interno della comunità professionale quanto nel dialogo con il mondo sportivo, dalle federazioni agli atleti, dai dirigenti ai tecnici.
Questa visione ha guidato una fitta rete di eventi formativi e divulgativi, come le edizioni della Settimana della Psicologia dello Sport e il più recente Mese della Psicologia dello Sport del settembre 2024, che ha registrato oltre 500 partecipanti tra presenza fisica e remoto. Il progetto ha trovato spazio anche in sedi istituzionali prestigiose come i tavoli tecnici del CNOP, collaborando con realtà come la Scuola dello Sport del CONI, l’Associazione Italiana di Psicologia dello Sport e le federazioni europee EFPA e FEPSAC.
Il percorso ha recentemente vissuto una svolta importante: l’Accordo Quadro tra OPL e CONI Lombardia (2024), che segue e consolida il Protocollo d’intesa CNOP-CONI del 2022. Questo accordo non rappresenta solo una cornice istituzionale, ma un’opportunità concreta di costruzione di progettualità condivise in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.
Obiettivi 2025: continuità e innovazione
L’edizione 2025 del Progetto Psicologia dello Sport si colloca strategicamente a ridosso dell’appuntamento olimpico del 2026. Con tempi brevi ma orizzonti ampi, il progetto intende valorizzare quanto costruito finora e, allo stesso tempo, impostare le azioni che guideranno il lavoro nei prossimi anni, secondo i seguenti obiettivi:
- Valorizzare il ruolo della psicologia nello sport e nelle attività motorie, su tutto l’arco della vita e nei diversi contesti (agonismo, dilettantismo, sport giovanile, disabilità, prevenzione dell’invecchiamento, inclusione sociale).
- Sviluppare concretamente le premesse degli accordi CNOP-CONI e OPL-CONI Lombardia, coinvolgendo psicologi, atleti, allenatori e dirigenti sportivi in progetti condivisi.
- Stabilizzare format collaudati (come la Settimana della Psicologia dello Sport) e sperimentare nuovi contenuti che rispondano ai bisogni psicologici emergenti post-pandemia, soprattutto nei giovani e nei contesti sportivi dilettantistici.
- Organizzare e partecipare ad eventi connessi alle Olimpiadi 2026, portando la psicologia direttamente sul campo, nelle palestre, nei centri sportivi, nelle comunità.
- Aggiornare la produzione scientifica, valutando una nuova edizione dell’e-book “La Psicologia dello Sport” del 2018 e della sua versione post-pandemica del 2022, basata su una ricerca sullo stato dell’arte in Lombardia.
- Organizzare eventi sportivi per psicologi stessi, come occasione di conoscenza reciproca e rafforzamento identitario della comunità professionale.
Verso Milano-Cortina 2026: una sfida culturale e professionale
A pochi mesi dai Giochi Olimpici Invernali, il Progetto Psicologia dello Sport si prepara a vivere un passaggio cruciale. L’intento non è solo “esserci” in termini di presenza istituzionale, ma costruire una narrazione in cui la psicologia sia percepita come risorsa formativa, preventiva e trasformativa per tutto il mondo sportivo. Il progetto punta a creare una cultura condivisa del benessere psico-fisico, nella quale lo psicologo dello sport non sia più una figura specialistica “aggiuntiva”, ma parte strutturale e riconosciuta dei team, delle organizzazioni e delle politiche sportive.
Il Progetto Psicologia dello Sport dell’OPL si conferma un’esperienza di lungo corso, capace di evolversi e rinnovarsi in risposta ai bisogni della società, dei professionisti e delle istituzioni. È uno strumento che crea valore, dentro e fuori dalla comunità psicologica, e che — oggi più che mai — guarda con competenza e visione al futuro, con l’obiettivo di fare della Psicologia dello Sport un patrimonio culturale condiviso e una risorsa strategica per il benessere collettivo.

